giu 1, 2018
Corrado Poli

ABBIAMO UN GOVERNO

Il governo s’è formato secondo le regole sancite dalla Costituzione. Questa è una buona notizia. Dopo gli isterismi e gli infiniti pettegolezzi da talk-show di questi mesi, a cui non ho mai badato molto poiché fanno parte del normale processo di contrattazione, abbiamo un governo politico sia pure con una maggioranza risicata e formato da due forze politiche per certi versi antitetiche a cui va dato atto che hanno saputo trattare e accordarsi.

Chi preconizza e annuncia (e in cuor suo spera) disastri è irresponsabile e si dimostra ignorante dei principi fondativi della democrazia. Annunciare catastrofi opera come una profezia che si auto-adempie e non corrisponde alla dialettica maggioranza-opposizione; tanto meno agli interessi del Paese.

All’opposizione spetta il compito di controllare e di proporre alternative, non di promuovere lo sfascio. Nel governo sono state inserite personalità “tecniche”, esterne e gradite alla Presidenza della Repubblica le quali avranno lo scopo di colmare la possibile inesperienza di numerosi neofiti. Questi ultimi, tuttavia, provengono da esperienze politiche e parlamentari ormai di congrua durata.

Le accuse di volere uscire dall’Euro e dall’Europa sono state smentite con chiarezza, ma rimane la critica all’attuale ordinamento e ad alcuni trattati e politiche europee. Se le promesse non saranno mantenute e la critica non rimarrà entro i limiti garantiti dalle leggi, sarà compito dell’opposizione denunciarlo e proporre alternative di fronte al Parlamento e ai cittadini.

Sono scandalizzato dal fondo di Beppe Severgnini in prima pagina del New York Times che sposa appieno la tesi sfascio-populista dei media main-stream. E delle affermazioni di personaggi come Zucconi che fanno presagire un colpo di stato e danno un’immagine distorta dell’Italia. Soprattutto in un Paese, gli Stati Uniti, che ha eletto Donald Trump! O in una Germania in cui la formazione del governo ha richiesto otto mesi contro i nostri 80 giorni!

Quanto al programma, non sono per nulla favorevole a varie proposte, soprattutto di parte leghista (p.e., legittima difesa e il solito linguaggio virulento sull’immigrazione) e mi attendo rilevanti ridimensionamenti delle promesse elettorali per quanto riguarda l’economia. Ma su tutto questo ci sarà un dibattito parlamentare in cui l’opposizione e parte dei gruppi di maggioranza potrannno fare sentire la loro voce in un Parlamento democraticamente eletto peraltro con un sistema proporzionale e senza premi di maggioranza.

Mi auguro che questo nuovo governo – che è nuovo solo dalla parte dei 5stelle poiché la Lega ha già governato per anni a Roma e nelle Regioni – possa promuovere riforme innovative. Se non succederà, cadrà la fiducia.

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