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mar 13, 2019
Corrado Poli

Ridurre i rischi stradali

(mio articolo su ISOMOTORI)

L’obiettivo svedese per “zero incidenti”

Matts-Åke Belin non è un archistar né un famoso urbanista, ma un tecnico noto nell’ambiente di chi si occupa di traffico e sicurezza. Dal 1990 al 2006 ha svolto la funzione di “strategist” per la sicurezza stradale al Ministero dei trasporti svedesi. Ora fa ricerca presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità dove dirige l’unità per la Prevenzione delle lesioni non intenzionali (UIP). Grazie alla sensibilità dei governi e alla sua competente attività è riuscito a fare approvare nell’ottobre del 1997 il programma “Visione Zero” il cui obiettivo è mettere al centro della politica dei trasporti nazionali la sicurezza delle strade e la prevenzione di incidenti, morti e feriti. Questa impostazione radicale della politica della mobilità e dei trasporti ha reso la Svezia un Paese leader nel campo della sicurezza delle strade. I tassi di mortalità per incidenti stradali sono scesi dal 7 a meno di 3 per centomila abitanti nell’arco di quindici anni. Si pensi che negli Stati Uniti sono appena sotto il 12 ogni centomila abitanti e in Italia poco più del 6. Esiste inoltre una correlazione tra i Paesi in cui presumiamo che i cittadini osservino le norme e i bassi tassi di mortalità stradale. Secondo Belin si tratta di un problema etico che non viene quasi mai affrontato nella pianificazione della mobilità e si riconduce all’approccio utilitarista dell’Analisi Costi/Benefici (ACB). Infatti, nella pianificazione e nella gestione della mobilità si parte dal presupposto che il movimento implica dei rischi e che esista un livello “ottimale” del numero di incidenti, un prezzo da pagare per muoverti. Ovviamente questo non è affermato in modo esplicito, ma emerge con evidenza quando si tratta di valutare gli investimenti in sicurezza e manutenzione rispetto all’ampliamento di offerta e di rapidità. Secondo Belin, sarebbe necessario abbandonare l’impostazione utilitarista e adottarne una del tipo “diritti civili” in cui ciascun cittadino ha pieno diritto alla sicurezza. Continue reading »

mar 3, 2019
Corrado Poli

PADOVA: UNA CITTÀ MEDIO-PICCOLA

… e per questo nobile

Solo i pesci morti seguono la corrente! Al Convegno PADOVA riparte dal PICCOLO: Il rinnovamento urbano attraverso le micro-opere che rendono vivibile una città hanno partecipato molti “pesci vivi”. Sono stati tralasciati linguaggi e temi triti e triti del passato. Relatori e amministratori sono stati invitati a concentrarsi su un’idea aggiornata di città. Motivo di soddisfazione è stata la presenza di almeno quattro amministratori. In controtendenza a quanto spesso avviene, essi hanno partecipato a tutto il convegno senza limitarsi ai saluti e fuggire immediatamente “a causa di impegni istituzionali”. Dovrebbe essere normale, ma poiché purtroppo normale non è, accontentiamoci e apprezziamolo.

L’assessore Colasio ha messo opportunamente in evidenza come non possiamo più perseguire l’obiettivo superato della città vetero-modernista. Quella che parafrasando Le Corbusier si definisce una “machine à habiter”. Una macchina, non un organismo vivente. Il convegno dell’associazione HABITUS ha spostato l’attenzione sulla città contemporanea e soprattutto sulla “città medio-piccola”. Esse sono profondamente diverse dalle grandi metropoli, simbolo e incubo di una modernità invecchiata.

Dalle relazioni sono emersi almeno tre idee cardine per le politiche urbane dei prossimi decenni, non solo a Padova, ma per una buona parte d’Europa in cui le città medio piccole sono ancora vitali. Continue reading »

ago 13, 2018
Corrado Poli

INCIDENTI E TELEFONINO

Le responsabilità di dirigenti, sindacati e amministratori!

Vale la pena ricordare un caso avvenuto due anni fa che fece scandalo sui media nazionali. Come si vede dal video, un’autista vicentino della Società Vicentina Trasporti (se ben ricordo) guida a 90 km/h un autobus con 50 studenti a bordo in una zona abitata e con un limite di 70km/h senza mani, telefonando e leggendo messaggi.

Alcuni media hanno sollevato l’ipotesi plausibile che il vicentino alla guida della auto-cisterna che ha provocato il grave incidente di Bologna fosse al telefonino. La cosa andrà provata, ma anche se così non fosse, la dinamica dell’incidente è compatibile con quel tipo di distrazione.
Potenzialmente il suo comportamento avrebbe potuto provocare persino più danni del vicentino alla guida dell’autocisterna. Se l’autobus avesse tamponato la stessa autocisterna a causa della stessa presunta distrazione, sarebbero morti probabilmente tutti i passeggeri e incendiate case tutte intorno. I media nazionali hanno parlato di questo caso poiché è stato segnalato e per il paradosso che gli studenti provenivano da un corso sull’educazione stradale. Di conseguenza l’azienda, il sindacato e il Sindaco di Vicenza hanno fatto dichiarazioni decise sulla necessità di punire severamente questo tipo di comportamenti. Il risultato è stato un solo giorno di sospensione per l’autista. Quale esempio s’è dato di fronte a un comportamento così irresponsabile? Se i Sindacati e l’azienda 
avessero davvero preso coscienza della gravità potenziale del comportamento, sanzionato adeguatamente l’autista e agito – come avevano promesso – sull’educazione e la formazione forse oggi non saremmo qui a parlare del disastro di Bologna.
Quindi una parte di responsabilità dell’incidente di Bologna e di molti altri va anche ai sindacati e ai dirigenti dell’azienda dei trasporti vicentina. E l’autista deve considerarsi soltanto più fortunato del collega che per la sua presunta irresponsabilità ha perso la vita e ferito 145 persone oltre agli ingenti danni provocati, per non essere incorso in un incidente ma averne soltanto corso il rischio.

ott 15, 2017
Corrado Poli

UN TRAM TROPPO DESIDERATO

E se oggi l’auto fosse più ecologica del trasporto pubblico?

Oggi, a Giulio De Carli viene dato ampio spazio da un giornale locale di Padova per promuovere la realizzazione di nuove linee di tram che viene visto come la soluzione dei problemi di traffico (peraltro modesti rispetto ad altre situazioni) della città. De Carli è un grande esperto di infrastrutture di trasporto pubblico avendo progettato la metropolitana di Riyadh e la linea rossa nord di Doha. Che comunque sono contesti molto diversi da Padova. Ha dedicato la sua vita a realizzare infrastrutture di trasporto pubblico, a pianificarle e soprattutto a proporle ai governi e alle amministrazioni. Non si è occupato di altro, ma conosce bene il suo mestiere. Ha idee ben chiare e al giornale dichiara convinto: “È così elevato il ritardo del nostro Paese sul trasporto pubblico che bisogna investire lì tutte le risorse possibili. C’è una quota ancora molto elevata di traffico privato che è in strada solo perché non c’è un’offerta alternativa soddisfacente”. Si può pensare realisticamente che qualcuno nella sua posizione e con la sua formazione avrebbe mai dichiarato qualcosa di diverso? “Se un uomo dispone soltanto di un martello, tratta tutti i problemi come se fossero chiodi”! Se poi ha dedicato la sua vita solo a questo e grazie al successo e la bravura acquisisce denaro, potere e prestigio, non si vede per quale motivo debba sforzarsi di pensare diversamente. Continue reading »

gen 1, 2017
Corrado Poli

SMOG IN CITTÀ

mio editoriale da Il Sestante 30 dicembre 2016

Nuove soluzioni da urbanistica e organizzazione

Da molto tempo sappiamo che le occasionali chiusure del traffico nei centri storici sono solo un palliativo contro le polveri sottili cancerogene. È persino grottesco pensare a un’emergenza visto che ogni anno si ripete la stessa situazione senza che nulla di serio sia stato né fatto né pensato. Si deve prima di tutto prendere atto che il problema lo si può solo attenuare e in modo molto graduale. Sarebbe necessario prevedere e progettare un intervento almeno decennale che riguardi sia la gestione del traffico – principale imputato, ma non unico colpevole – sia interventi sulle altre emissioni, sull’urbanistica e sull’organizzazione del lavoro e dei tempi. La priorità posta sulla tutela della salute, consentirebbe di affrontare in modo virtuoso e in una prospettiva innovativa anche l’eterna questione della viabilità e una diversa gestione del territorio. Persino l’economia ne avrebbe un vantaggio. Teniamo conto infatti che problemi affrontati in modo innovativo stimolano risposte tecnologiche di avanguardia.

Un modo efficace per affrontare l’inquinamento da traffico sta nel collegarlo alla sicurezza e alla qualità della vita così come fanno oggi nel mondo (ma si era già cominciato molti anni fa) gli amministratori più sensibili alla salute dei cittadini.  

Nel Veneto, meno che in altre regioni, la promozione del trasporto pubblico tradizionale è lungi dall’essere la soluzione: certo può aiutare, ma l’urbanistica degli insediamenti residenziali diffusi congiunta alla recente concentrazione degli attrattori di traffico rende il trasporto pubblico meno competitivo che nelle grandi città con densità elevate. Occorrono soluzioni adatte al territorio senza importare passivamente quelle inventate per geografie diverse. Allo stesso tempo la bassa densità insediativa e l’assenza di metropoli faciliterebbe una sostanziale fluidificazione della mobilità dei mezzi privati con notevoli risparmi di carburante e di conseguenza minore inquinamento. Questi interventi vanno integrati da un più diffuso e aggiornato car-pooling e dall’incentivazione di auto ibride ed elettriche, nonché da un trasporto pubblico alternativo.

Per rendere il traffico scorrevole e meno inquinante oggi si sta facendo strada l’idea di sostituire il vecchio “limite di velocità” con la “velocità fissata”. A seconda della capacità delle strade di assorbire traffico – calcolata e comunicata in tempo reale – si impone ai conducenti di procedere tutti alla stessa velocità, senza pericolosi sorpassi e riducendo al minimo fermate e ripartenze che producono il maggiore consumo e inquinamento. Con le moderne tecnologie e con un’adeguata comunicazione, questo si ottiene agevolmente sulle autostrade, ma è considerato dai tecnici applicabile anche alla viabilità ordinaria. Per esempio nell’area metropolitana di Grenoble – di dimensioni simili alle città venete – da giugno prossimo il limite di velocità sarà ovunque di 30Km/h, salvo poche eccezioni. I sensori e i cruise control di cui sono dotate molte auto, consentirebbero una sicurezza e un confort di viaggio superiori, accanto alla riduzione di consumi e inquinamento.

I limiti di velocità si sono dimostrati efficaci nel ridurre consumi, inquinamento e incidenti su base duratura e non hanno ridotto la velocità media. L’introduzione della “velocità fissata” non è certo la soluzione unica e definitiva, come d’altronde non lo è nessuna. Ma si presta a riconsiderare il problema dell’inquinamento in un sistema complesso di interventi collegati.

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