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mar 3, 2019
Corrado Poli

PADOVA: UNA CITTÀ MEDIO-PICCOLA

… e per questo nobile

Solo i pesci morti seguono la corrente! Al Convegno PADOVA riparte dal PICCOLO: Il rinnovamento urbano attraverso le micro-opere che rendono vivibile una città hanno partecipato molti “pesci vivi”. Sono stati tralasciati linguaggi e temi triti e triti del passato. Relatori e amministratori sono stati invitati a concentrarsi su un’idea aggiornata di città. Motivo di soddisfazione è stata la presenza di almeno quattro amministratori. In controtendenza a quanto spesso avviene, essi hanno partecipato a tutto il convegno senza limitarsi ai saluti e fuggire immediatamente “a causa di impegni istituzionali”. Dovrebbe essere normale, ma poiché purtroppo normale non è, accontentiamoci e apprezziamolo.

L’assessore Colasio ha messo opportunamente in evidenza come non possiamo più perseguire l’obiettivo superato della città vetero-modernista. Quella che parafrasando Le Corbusier si definisce una “machine à habiter”. Una macchina, non un organismo vivente. Il convegno dell’associazione HABITUS ha spostato l’attenzione sulla città contemporanea e soprattutto sulla “città medio-piccola”. Esse sono profondamente diverse dalle grandi metropoli, simbolo e incubo di una modernità invecchiata.

Dalle relazioni sono emersi almeno tre idee cardine per le politiche urbane dei prossimi decenni, non solo a Padova, ma per una buona parte d’Europa in cui le città medio piccole sono ancora vitali. Continue reading »

feb 19, 2019
Corrado Poli

Salvini a giudizio?

Vincolo di mandato e immunità: i nodi al pettine

«Una volta tanto non siamo legislatori, ma giudici,

intendo giudici non in senso tecnico-giuridico, ma politico

e la valutazione… non riguarda una dichiarazione astratta di giustizia

ma un’attuazione concreta di essa» (Aldo  Moro)

 La questione dell’autorizzazione a procedere contro Salvini per il caso Diciotti solleva due questioni relative ai programmi – o meglio ai proclami – fatti a casaccio in passato dai due partiti di governo: si tratta dell’immunità e del vincolo di mandato. I 5Stelle in modo particolare hanno sempre contestato queste due garanzie Costituzionali della cui necessità solo ora si rendono conto. La Lega, dopo sette legislature e il sostegno a Berlusconi ha già fatto ricorso a immunità e a problemi etici di vincolo di mandato ed è quindi più tollerante al proposito avendone già beneficiato.

L’autorizzazione a procedere non ha un contenuto solo giuridico, ma presume una valutazione politica relativa a presunti conflitti di poteri. Altrimenti non avrebbe senso prevederla. Se si tratta della semplice violazione una norma, sarà giusto concederla; ma è bene che sia il Parlamento a giudicare che non si tratti di una valutazione o di un’ingerenza della Magistratura nell’azione del governo. Sul caso concreto è presto per esprimere un giudizio, bisogna attendere il dibattito, informarsi e conoscere i fatti con precisione. Ci sarà chi in Parlamento voterà secondo coscienza, ma proprio per questo potrebbe andare contro le direttive del gruppo parlamentare a cui è iscritto. Il M5Stelle ha tentato – in modo speriamo inefficace – di vincolare i propri eletti alle direttive centrali del Movimento. Questo caso evidenzia l’inopportunità e la scorrettezza etica prima ancora che Costituzionale dell’istituzione del vincolo di mandato. E poiché l’etica è anche efficienza a lungo termine, la critica all’immunità e al vincolo di mandato pongono i 5Stelle in una situazione di imbarazzo. Continue reading »

feb 17, 2019
Corrado Poli

POLITICA E UMORISMO

Il seme della demagogia e il dovere della maieutica

I titoli di “Libero” stanno facendo scuola! Altri giornali, persino quelli un tempo più moderati e seri lo inseguono nella superficialità e nel sensazionalismo. Lascerebbero il tempo che trovano se l’eco di essi non si spargesse sui social in cui tutti credono di essere giornalisti perché commentano notizie superficiali di terza e quarta mano. E le approvano o contestano se corrispondono o meno ai loro pregiudizi e adesioni di parte.

Il dramma è che s’è creata una tale confusione tra stili di comunicazione che tutto è diventato propaganda politica faziosae ignorante. La linea politica è dettata da una satira assolutamente fuori controllo e si parla di politica facendo “battute”. Trasmissioni televisive che si vorrebbero di seria informazione, sono introdotte dalla satira. È bene che i Re siano nudi, ma l’irrisione guidatadi proposito per demolire la credibilità dei rappresentanti è un grave vulnus alle istituzioni eha spalancato la porta alla demagogiavincente di oggi. Di tanto in tanto un po’ di umorismo intelligente non guasta purché non schierato. Oggi invece conta di più una vignetta di Vauro o un’imitazione di Crozza che la riflessione articolata di un osservatore qualificato. “Una risata vi seppellirà”, disse Moni Ovadia, ma una risata non le troppe che abbondano sulle labbra degli stolti e che alla fine seppelliscono tutti. Continue reading »

ott 15, 2017
Corrado Poli

UN TRAM TROPPO DESIDERATO

E se oggi l’auto fosse più ecologica del trasporto pubblico?

Oggi, a Giulio De Carli viene dato ampio spazio da un giornale locale di Padova per promuovere la realizzazione di nuove linee di tram che viene visto come la soluzione dei problemi di traffico (peraltro modesti rispetto ad altre situazioni) della città. De Carli è un grande esperto di infrastrutture di trasporto pubblico avendo progettato la metropolitana di Riyadh e la linea rossa nord di Doha. Che comunque sono contesti molto diversi da Padova. Ha dedicato la sua vita a realizzare infrastrutture di trasporto pubblico, a pianificarle e soprattutto a proporle ai governi e alle amministrazioni. Non si è occupato di altro, ma conosce bene il suo mestiere. Ha idee ben chiare e al giornale dichiara convinto: “È così elevato il ritardo del nostro Paese sul trasporto pubblico che bisogna investire lì tutte le risorse possibili. C’è una quota ancora molto elevata di traffico privato che è in strada solo perché non c’è un’offerta alternativa soddisfacente”. Si può pensare realisticamente che qualcuno nella sua posizione e con la sua formazione avrebbe mai dichiarato qualcosa di diverso? “Se un uomo dispone soltanto di un martello, tratta tutti i problemi come se fossero chiodi”! Se poi ha dedicato la sua vita solo a questo e grazie al successo e la bravura acquisisce denaro, potere e prestigio, non si vede per quale motivo debba sforzarsi di pensare diversamente. Continue reading »

ott 11, 2017
Corrado Poli

AUTONOMIA VENETA: precisazioni necessarie

Votare No significa rispettare le istituzioni referendarie, regionali (Consiglio che ha approvato praticamente all’unanimità il referendum) e costituzionali (che hanno approvato il quesito). Inoltre significa confrontarsi lealmente con la parte politica con cui si dissente. Astenersi significa unirsi all’anti-politica e al dileggio delle istituzioni, a usare furbescamente e strumentalmente il referendum, non per rispondere alla domanda specifica, ma per colpire un avversario che non si ha il coraggio e la capacità di affrontare a viso aperto nelle urne. Astenendosi si getta via il bambino (le istituzioni) assieme all’acqua sporca (il male che pur si rileva in esse).

Il referendum è stato approvato da un organo legittimo e legittimato dal voto dei cittadini: il Consiglio Regionale. Il Presidente che lo indice, non lo fa in quanto Presidente di una Giunta, ma quale rappresentante della Regione, cioè di tutti i cittadini, anche di chi (come me) non ha votato per lui. Il referendum sull’autonomia non è stato richiesto da un certo numero dei cittadini (come p.e. il referendum abrogativo) contro una legge approvata dai propri rappresentanti, ma dagli stessi rappresentanti che vogliono conoscere l’opinione dei loro elettori su un argomento specifico e ricevere un mandato per agire di conseguenza. Per questo, si può sostenere che esista non solo il diritto di voto, ma anche – per analogia – il dovere di voto come previsto dalla Costituzione. Infine, non metto in dubbio la legittimità formale dell’astensione, ma fare campagna contro il voto al fine di appropriarsi dei voti dei numerosi assenteisti strutturali non è leale; è una furbata politica di bassa lega che svilisce le istituzioni. A meno che non si punti a ridurre ancora di più la partecipazione politica dei cittadini disprezzando la partecipazione e contribuendo allo sfascio delle istituzioni. Nel tal caso è comprensibile definire “farlocca” una consultazione popolare così come Mussolini disprezzava le elezioni chiamandole “ludi cartacei” (finte battaglie di carta). Chi pensa che un sondaggio sarebbe stato sufficiente, trascura il valore simbolico delle elezioni.

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