gen 15, 2018
Corrado Poli

CITTÀ E MOBILITÀ

I VERI PROBLEMI DEL TRASPORTO COLLETTIVO DI OGGI (non ieri o domani)

(in corso di pubblicazione) Il futuro della mobilità è la guida autonoma accompagnata dalla diffusione dei motori elettrici che entro una decina d’anni sostituiranno gradualmente quelli a combustione interna. Questa “rivoluzione” è solo una parte di quanto cambierà il sistema della mobilità dal punto di vista materiale e comportamentale. Infatti, queste tecnologie costringeranno l’industria dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture a profonde ristrutturazioni – peraltro già in corso – che si assoceranno a un’ulteriore adozione delle telecomunicazioni. Le ristrutturazioni investiranno anche la sfera finanziaria e, per gli utilizzatori finali, anche i titoli di proprietà e possesso dei mezzi. L’economia sperimenterà un’altra delle sue cicliche “distruzioni creative”.

Gli studi si concentrano (a) sugli aspetti tecnici – l’autonomia, lo smaltimento delle batterie, l’affidabilità, la ricarica ecc.; (b) su quelli economici e organizzativi quali la localizzazione dei luoghi di ricarica e la possibilità di caricare nel garage di casa, nonché costi e prezzi; (c) sugli incentivi fiscali che la mobilità elettrica merita in virtù di un minore inquinamento; (d) soluzioni finanziarie per favorire l’uso anziché l’acquisto dell’auto (car-sharing e altre forme di possesso o proprietà).

Per quanto concerne la guida autonoma e/o largamente assistita si stanno facendo progressi rapidi dal punto di vista tecnico, ma non si è ancora spostata l’attenzione agli aspetti giuridici relativi al codice della strada che vanno affrontati assieme a quelli comportamentali. Per utilizzare al meglio le tecnologie della guida autonoma parziale e totale occorre agire sia sulle normative sia sui comportamenti. Anzitutto, sarebbe necessario iniziare a stabilire alcuni tratti di strada in cui si sperimenta la guida autonoma (o largamente assistita) a cui possono accedere anche auto che non dispongono ancora delle tecnologie, ma che sono tenute ad adeguarsi alle nuove regole. Alla sperimentazione va affiancata un’azione intensa di educazione stradale non burocratizzata. Alcune strade – soprattutto le autostrade, ma si potrebbero fare esperimenti anche su strade urbane a bassa velocità – si prestano già, con piccoli interventi, all’applicazione della guida autonoma o assistita. La mentalità del conducente “non assistito” deve cambiare poiché una qualsiasi violazione delle norme mette a rischio il sistema e la sicurezza. Per esempio, se si diffonderà la guida autonoma e assistita, sarà opportuno eliminare i limiti di velocità e sostituirli con la “velocità fissata”. Questo cambiamento è già immediatamente adottabile perché di fatto sulla gran parte delle strade si procede necessariamente tutti alla stessa velocità. L’obbligatorietà del cruise control installato su tutte le auto – già proposto dall’UE e ormai largamente diffuso, ma poco e male utilizzato per una inefficace informazione dei conducenti – rende la cosa agevolmente applicabile anche se comporta un modo di guidare molto diverso da quello a cui siamo abituati. In caso di “velocità fissata” (in luogo del “limite di velocità”) anche il “sorpasso” diventerebbe una manovra normalmente proibita e ammessa solo dove appositamente segnalato con modalità su cui riflettere e progettare. Alcune violazioni oggi considerate secondarie – come la sosta in doppia fila – diventeranno più gravi poiché con la guida autonoma si rischierà di bloccare il traffico. Il controllo del traffico a distanza e le informazioni inviate in tempo reale, consentono di stabilire la velocità da applicare sulle maggiori direttrici in modo che non si creino mai code (facile da realizzare sulle autostrade) con risparmio notevole di energia e riduzione dello stress nervoso. Sull’auto elettrica del futuro prossimo il posto di guida più confortevole ed efficiente sarà sul lato destro (dove si circola a destra). Le strutture urbane si adatteranno a queste nuove esigenze il cui elenco faremo in un prossimo articolo.

Questa rivoluzione nel modo di guidare va di pari passo con la perdita di valore dell’auto sportiva o di lusso, ormai usurato anche come status symbol. Allo stesso tempo, il piacere della velocità e dell’aggressività espressa sulle strade potrà essere sostituito dalla dimostrazione di abilità nel trarre il massimo dagli strumenti informatici e delle telecomunicazioni. L’abilità consisterà nel guidare l’auto come fosse un computer. La velocità (e il rischio) è un piacere a cui difficilmente si può rinunciare, ma sarà possibile eliminarlo dal comportamento stradale quotidiano e relegarlo in spazi dedicati (autodromi) che dovranno essere creati allo scopo di ridurre un uso improprio e rischioso delle strade pubbliche.

La riduzione dell’uso sportivo/ricreativo della strada – cosa che peraltro interessa a una quota modesta degli utenti, la maggior parte dei quali non ha alcuna intenzione di guidare per sport o piacere – avrà l’effetto sia di ridurre il traffico complessivo sia le modalità in cui ci si comporta sulle strade. Infatti, potrebbero essere apprezzati comportamenti ispirati alla stabilità anziché alla mobilità. Questa rivoluzione è in corso: non avverrà in pochi anni, ma senz’altro i millennials sono pronti a iniziarla e condurla a termine nei prossimi decenni. Così che noi che siamo nati all’alba della motorizzazione di massa, assistiamo al suo tramonto e vedremo – speriamo – l’alba di una nuova era.

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