feb 8, 2019
Corrado Poli

L‘ALTA VELOCITÀ, I GIOVANI E L’UNIVERSITÀ

(Mio articolo pubblicato da Timer Magazine, il Nordest che corre)

Per sostenere l’utilità dei treni ad Alta Velocità (AV), un professore ed ex senatore scrive su Facebook: “Incontro una ragazza sul treno che collega Padova a Bologna. Mi dice che con l’abbonamento Frecce di Trenitalia con soli 200 euro al mese fa la pendolare, mentre vivere a Bologna le costerebbe il doppio”. Sarebbe una normale chiacchiera come tante se non servisse a sostenere una spesa enorme per la collettività – pagata dalle tasse – e a indirizzare anche con l’autorevolezza della persona l’opinione pubblica a favore di grandi investimenti in treni superveloci e soprattutto del contestato tunnel in Val di Susa. Ora il buon senso (di cui Cartesio sosteneva che tutti credono erroneamente di esserne dotati in abbondanza) farebbe pensare che si tratti di un’ovvietà. Ma una considerazione più approfondita induce a cambiare non solo la valutazione di ingenti investimenti, ma anche di idee radicate e vecchie. Basti pensare che con Trenitalia si paga il servizio e non la struttura che resta a carico della collettività. Meno intuitivo, ma cruciale, sarebbe la monetizzazione del tempo che uno studente (o un lavoratore) perde in treno per studiare in una città lontana anziché trasferircisi. Abbiamo un numero enorme di studenti (e professori) pendolari che, anziché richiedere sussidi o fare sacrifici per un’abitazione nel luogo in cui studiano, sanno solo chiedere migliori trasporti. Ha senso? Ha senso che la collettività con le tasse paghi grandi infrastrutture che consentono pendolarismi giornalieri di centinaia di chilometri, con conseguente perdita di tempo, energia personale, energia per muovere i mezzi, impatti ambientali? Queste spese pubbliche dirigistiche e di apparente buonsenso tolgono la libertà di scegliere tra opzioni diverse e “costringono” di fatto al pendolarismo! Non sarebbe meglio incoraggiare gli studenti a risiedere presso le università in modo da distaccarsi dalla famiglia, socializzare in ambienti nuovi e applicarsi meglio agli studi? Non è una pena vedere migliaia di studenti viaggiare quotidianamente invece che incontrare i professori, stare in biblioteca, magari anche al solo scopo di stare con gli amici se non proprio di studiare? Non si può pensare che, anziché comprare loro l’abbonamento o l’auto per pendolare (e inquinare), sarebbe meglio dare loro dei soldi per affittare una camera assieme ad altri studenti? L’AV è comoda e io stesso la uso con soddisfazione come altri. Ma la maggior parte dei cittadini usa scomodi treni e mezzi pubblici su brevi tragitti la cui riorganizzazione comporterebbe lo stesso denaro pubblico e più intelligenza. E quest’ultima è la risorsa scarsa! E quanti dei viaggi che facciamo con l’AV potrebbero essere sostituiti con teleconferenze? Non tutti, naturalmente, ma un buon 25% è una stima ancora troppo bassa. Basterebbe dotarsi di software, strumenti leggeri e soprattutto imparare a fare le teleconferenze oggi sottoutilizzate in Italia. Se poi si pensa che ci sono anche numerosi docenti che per anni risiedono in una città e hanno la cattedra lontanissimo, una riflessione sullo scarso interesse a rendere le Università e le città universitarie luoghi di cultura e di vita studentesca è secondario rispetto a fare antichi investimenti in trasporti fisici veloci. Sono troppi gli studenti e i professori con la valigia in mano, ansiosi solo di tornare a casa! Il Ministro Toninelli se n’è uscito con un’improvvida affermazione: “E cosa vado a fare a Lione”? Non ha tutti i torti. In effetti, per il trasporto merci non è necessaria l’AV – e anche il trasporto merci andrebbe ridotto per motivi ambientali – e quei pochi che devono andare a Parigi o Lione possono prendere un aereo o metterci un’ora di più. A proposito di Lione, si propongono, anche nel Veneto, stazioni lontano dalle città. La vecchia stazione centrale di Lione era bellissima. Quella nuova del TGV presso l’aeroporto è altrettanto bella (megaprogetto dell’archistar Calatrava), ma lontana dal centro e serve solo un’utenza che per raggiungerla deve prendere altri mezzi pubblici o più spesso l’auto privata. Ci si lascia incantare dai sogni di ieri, invece di immaginare un futuro diverso che è già domani. E in qualche luogo della Terra è già l’alba di oggi. Continue reading »

gen 20, 2019
Corrado Poli

RIDURRE IL LIMITE DI VELOCITÀ

(il mio articolo su ISOMOTORI)

Il presidente della Commissione trasporti della Camera Alessandro Morelli (Lega) ha proposto di innalzare il limite di velocità a 150 km/orari, rispetto agli attuali 130, nei tratti di autostrada dove sono presenti i tutor. Una proposta che ogni tanto qualcuno avanza improvvidamente. «Gli strumenti di sicurezza stradale, attivi e passivi, hanno fatto tanti e tali passi avanti negli ultimi decenni per cui ha poco senso mantenere in vigore quei limiti – ha detto Morelli al Corriere della Sera – oggi che i rischi sono connessi a comportamenti diversissimi». Secondo Morelli la principale causa di incidenti non è la velocità, bensì la distrazione alla guida. Questa proposta dimostra un approccio sbagliato al problema sia della sicurezza sia dell’inquinamento che è altrettanto importante. Soprattutto mette a nudo una mentalità vecchia e conservatrice di cui la Lega si fa (legittimamente) portatrice non solo nel settore delle politiche della mobilità, ma in tutti gli altri campi dell’azione di governo, dalla sicurezza al fisco. Limitiamoci tuttavia a questo singolo provvedimento che riguarda specificamente questa rivista e tralasciamo altri temi che ci porterebbero lontano. Continue reading »

ago 13, 2018
Corrado Poli

INCIDENTI E TELEFONINO

Le responsabilità di dirigenti, sindacati e amministratori!

Vale la pena ricordare un caso avvenuto due anni fa che fece scandalo sui media nazionali. Come si vede dal video, un’autista vicentino della Società Vicentina Trasporti (se ben ricordo) guida a 90 km/h un autobus con 50 studenti a bordo in una zona abitata e con un limite di 70km/h senza mani, telefonando e leggendo messaggi.

Alcuni media hanno sollevato l’ipotesi plausibile che il vicentino alla guida della auto-cisterna che ha provocato il grave incidente di Bologna fosse al telefonino. La cosa andrà provata, ma anche se così non fosse, la dinamica dell’incidente è compatibile con quel tipo di distrazione.
Potenzialmente il suo comportamento avrebbe potuto provocare persino più danni del vicentino alla guida dell’autocisterna. Se l’autobus avesse tamponato la stessa autocisterna a causa della stessa presunta distrazione, sarebbero morti probabilmente tutti i passeggeri e incendiate case tutte intorno. I media nazionali hanno parlato di questo caso poiché è stato segnalato e per il paradosso che gli studenti provenivano da un corso sull’educazione stradale. Di conseguenza l’azienda, il sindacato e il Sindaco di Vicenza hanno fatto dichiarazioni decise sulla necessità di punire severamente questo tipo di comportamenti. Il risultato è stato un solo giorno di sospensione per l’autista. Quale esempio s’è dato di fronte a un comportamento così irresponsabile? Se i Sindacati e l’azienda 
avessero davvero preso coscienza della gravità potenziale del comportamento, sanzionato adeguatamente l’autista e agito – come avevano promesso – sull’educazione e la formazione forse oggi non saremmo qui a parlare del disastro di Bologna.
Quindi una parte di responsabilità dell’incidente di Bologna e di molti altri va anche ai sindacati e ai dirigenti dell’azienda dei trasporti vicentina. E l’autista deve considerarsi soltanto più fortunato del collega che per la sua presunta irresponsabilità ha perso la vita e ferito 145 persone oltre agli ingenti danni provocati, per non essere incorso in un incidente ma averne soltanto corso il rischio.

giu 1, 2018
Corrado Poli

ABBIAMO UN GOVERNO

Il governo s’è formato secondo le regole sancite dalla Costituzione. Questa è una buona notizia. Dopo gli isterismi e gli infiniti pettegolezzi da talk-show di questi mesi, a cui non ho mai badato molto poiché fanno parte del normale processo di contrattazione, abbiamo un governo politico sia pure con una maggioranza risicata e formato da due forze politiche per certi versi antitetiche a cui va dato atto che hanno saputo trattare e accordarsi.

Chi preconizza e annuncia (e in cuor suo spera) disastri è irresponsabile e si dimostra ignorante dei principi fondativi della democrazia. Annunciare catastrofi opera come una profezia che si auto-adempie e non corrisponde alla dialettica maggioranza-opposizione; tanto meno agli interessi del Paese.

All’opposizione spetta il compito di controllare e di proporre alternative, non di promuovere lo sfascio. Nel governo sono state inserite personalità “tecniche”, esterne e gradite alla Presidenza della Repubblica le quali avranno lo scopo di colmare la possibile inesperienza di numerosi neofiti. Questi ultimi, tuttavia, provengono da esperienze politiche e parlamentari ormai di congrua durata.

Le accuse di volere uscire dall’Euro e dall’Europa sono state smentite con chiarezza, ma rimane la critica all’attuale ordinamento e ad alcuni trattati e politiche europee. Se le promesse non saranno mantenute e la critica non rimarrà entro i limiti garantiti dalle leggi, sarà compito dell’opposizione denunciarlo e proporre alternative di fronte al Parlamento e ai cittadini.

Sono scandalizzato dal fondo di Beppe Severgnini in prima pagina del New York Times che sposa appieno la tesi sfascio-populista dei media main-stream. E delle affermazioni di personaggi come Zucconi che fanno presagire un colpo di stato e danno un’immagine distorta dell’Italia. Soprattutto in un Paese, gli Stati Uniti, che ha eletto Donald Trump! O in una Germania in cui la formazione del governo ha richiesto otto mesi contro i nostri 80 giorni!

Quanto al programma, non sono per nulla favorevole a varie proposte, soprattutto di parte leghista (p.e., legittima difesa e il solito linguaggio virulento sull’immigrazione) e mi attendo rilevanti ridimensionamenti delle promesse elettorali per quanto riguarda l’economia. Ma su tutto questo ci sarà un dibattito parlamentare in cui l’opposizione e parte dei gruppi di maggioranza potrannno fare sentire la loro voce in un Parlamento democraticamente eletto peraltro con un sistema proporzionale e senza premi di maggioranza.

Mi auguro che questo nuovo governo – che è nuovo solo dalla parte dei 5stelle poiché la Lega ha già governato per anni a Roma e nelle Regioni – possa promuovere riforme innovative. Se non succederà, cadrà la fiducia.

feb 5, 2018
Corrado Poli

GUIDA AUTONOMA E MOBILITÀ ELETTRICA

RIVEDERE IL CODICE
(mio intervento su ISOmotori, gennaio 2018)

Il futuro della mobilità è la guida autonoma accompagnata dalla diffusione dei motori elettrici che entro una decina d’anni sostituiranno gradualmente quelli a combustione interna. Questa “rivoluzione” è solo una parte di quanto cambierà il sistema della mobilità dal punto di vista materiale e comportamentale. Infatti, queste tecnologie costringeranno l’industria dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture a profonde ristrutturazioni – peraltro già in corso – che si assoceranno a un’ulteriore adozione delle telecomunicazioni. Le ristrutturazioni investiranno anche la sfera finanziaria e, per gli utilizzatori finali, anche i titoli di proprietà e possesso dei mezzi. L’economia sperimenterà un’altra delle sue cicliche “distruzioni creative”. Continue reading »

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