feb 4, 2018
Corrado Poli

IMMIGRAZIONE AI TEMPI DEI ROMANI

Un brano che potrebbe essere ripreso tal quale oggi

Ammiano Marcellino, Rerum gestarum libri, XXXI [XXXI, 4-5]

I popoli settentrionali erano in preda a nuovi sconvolgimenti più gravi del solito: per tutta la regione che si estende dal Ponto ai Marcomanni ed ai Quadi, una massa di barbari sconosciuti, cacciata improvvisamente dai propri territori, vagava con tutta la popolazione in gruppi dispersi attorno al Danubio. L’annuncio fu accolto inizialmente dai nostri con ripugnanza per il fatto che da quelle regioni giungevano di solito … solo notizie di guerre terminate o sopite. Ma sebbene prendesse sempre più consistenza la credibilità di quegli avvenimenti, che erano stati confermati dall’arrivo degli ambasciatori dei barbari i quali pregavano e supplicavano che il loro popolo, bandito dalle proprie terre, fosse accolto al di là del fiume, la situazione fu motivo di gioia più che di paura. Continue reading »

gen 15, 2018
Corrado Poli

CITTÀ E MOBILITÀ

I VERI PROBLEMI DEL TRASPORTO COLLETTIVO DI OGGI (non ieri o domani)

(in corso di pubblicazione) Il futuro della mobilità è la guida autonoma accompagnata dalla diffusione dei motori elettrici che entro una decina d’anni sostituiranno gradualmente quelli a combustione interna. Questa “rivoluzione” è solo una parte di quanto cambierà il sistema della mobilità dal punto di vista materiale e comportamentale. Infatti, queste tecnologie costringeranno l’industria dei mezzi di trasporto e delle infrastrutture a profonde ristrutturazioni – peraltro già in corso – che si assoceranno a un’ulteriore adozione delle telecomunicazioni. Le ristrutturazioni investiranno anche la sfera finanziaria e, per gli utilizzatori finali, anche i titoli di proprietà e possesso dei mezzi. L’economia sperimenterà un’altra delle sue cicliche “distruzioni creative”. Continue reading »

ott 27, 2017
Corrado Poli

PAOLO GIARETTA e la sconfitta del PD al referendum

Apprezzo quasi sempre le analisi politiche del Sen. Giaretta. Non sempre concordo, ma le considero in genere profonde e puntuali. Nel caso dell’articolo postato invece ravvedo troppe contraddizioni e veri errori. Anzitutto, la politica è anche conflitto, soprattutto una politica di cambiamento e possibilmente di progresso. Altrimenti è mera amministrazione o gestione del potere, come faceva la DC dorotea e la DC in generale. Talora agendo opportunamente (e non solo opportunisticamente) in questo modo. Si tratta di una concezione della politica degna e rispettabile in un contesto conservatore. Né mi meraviglio che Giaretta sposi la causa conservatrice visto che tutta la sua vita politica è stata all’insegna del conservatorismo e della cancellazione di ogni conflitto. Chi ricorda una battaglia politica in cui Giaretta si è mai prodigato ed esposto? Il suo ruolo è sempre stato di mediazione, talora utile, altre volte meno. È più che ovvio che, se si chiede più autonomia, si apre “un conflitto (non la trattativa) con lo Stato centrale”. Chi mai cederebbe potere senza difenderlo? Il conflitto (non la guerra) è un valore fondante della politica progressista. Proprio perché le richieste vanno oltre e contro le leggi ordinarie e costituzionali vigenti, il conflitto diventa creativo e implica un’operazione culturale. Per l’autonomia e magari anche il federalismo si deve lottare, non aspettarlo come un dono: chi mai ha ceduto potere senza combattere? Continue reading »

ott 15, 2017
Corrado Poli

UN TRAM TROPPO DESIDERATO

E se oggi l’auto fosse più ecologica del trasporto pubblico?

Oggi, a Giulio De Carli viene dato ampio spazio da un giornale locale di Padova per promuovere la realizzazione di nuove linee di tram che viene visto come la soluzione dei problemi di traffico (peraltro modesti rispetto ad altre situazioni) della città. De Carli è un grande esperto di infrastrutture di trasporto pubblico avendo progettato la metropolitana di Riyadh e la linea rossa nord di Doha. Che comunque sono contesti molto diversi da Padova. Ha dedicato la sua vita a realizzare infrastrutture di trasporto pubblico, a pianificarle e soprattutto a proporle ai governi e alle amministrazioni. Non si è occupato di altro, ma conosce bene il suo mestiere. Ha idee ben chiare e al giornale dichiara convinto: “È così elevato il ritardo del nostro Paese sul trasporto pubblico che bisogna investire lì tutte le risorse possibili. C’è una quota ancora molto elevata di traffico privato che è in strada solo perché non c’è un’offerta alternativa soddisfacente”. Si può pensare realisticamente che qualcuno nella sua posizione e con la sua formazione avrebbe mai dichiarato qualcosa di diverso? “Se un uomo dispone soltanto di un martello, tratta tutti i problemi come se fossero chiodi”! Se poi ha dedicato la sua vita solo a questo e grazie al successo e la bravura acquisisce denaro, potere e prestigio, non si vede per quale motivo debba sforzarsi di pensare diversamente. Continue reading »

ott 11, 2017
Corrado Poli

AUTONOMIA VENETA: precisazioni necessarie

Votare No significa rispettare le istituzioni referendarie, regionali (Consiglio che ha approvato praticamente all’unanimità il referendum) e costituzionali (che hanno approvato il quesito). Inoltre significa confrontarsi lealmente con la parte politica con cui si dissente. Astenersi significa unirsi all’anti-politica e al dileggio delle istituzioni, a usare furbescamente e strumentalmente il referendum, non per rispondere alla domanda specifica, ma per colpire un avversario che non si ha il coraggio e la capacità di affrontare a viso aperto nelle urne. Astenendosi si getta via il bambino (le istituzioni) assieme all’acqua sporca (il male che pur si rileva in esse).

Il referendum è stato approvato da un organo legittimo e legittimato dal voto dei cittadini: il Consiglio Regionale. Il Presidente che lo indice, non lo fa in quanto Presidente di una Giunta, ma quale rappresentante della Regione, cioè di tutti i cittadini, anche di chi (come me) non ha votato per lui. Il referendum sull’autonomia non è stato richiesto da un certo numero dei cittadini (come p.e. il referendum abrogativo) contro una legge approvata dai propri rappresentanti, ma dagli stessi rappresentanti che vogliono conoscere l’opinione dei loro elettori su un argomento specifico e ricevere un mandato per agire di conseguenza. Per questo, si può sostenere che esista non solo il diritto di voto, ma anche – per analogia – il dovere di voto come previsto dalla Costituzione. Infine, non metto in dubbio la legittimità formale dell’astensione, ma fare campagna contro il voto al fine di appropriarsi dei voti dei numerosi assenteisti strutturali non è leale; è una furbata politica di bassa lega che svilisce le istituzioni. A meno che non si punti a ridurre ancora di più la partecipazione politica dei cittadini disprezzando la partecipazione e contribuendo allo sfascio delle istituzioni. Nel tal caso è comprensibile definire “farlocca” una consultazione popolare così come Mussolini disprezzava le elezioni chiamandole “ludi cartacei” (finte battaglie di carta). Chi pensa che un sondaggio sarebbe stato sufficiente, trascura il valore simbolico delle elezioni.

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