feb 25, 2017
Corrado Poli

UN PD VENETO DI MAGGIORANZA?

Una missione possibile

Con i venti di scissione che affliggono (o forse rigenerano il PD), le cose nel Veneto ancora una volta stanno in modo diverso che nel resto del Paese. In Regione, se la sinistra del partito lo abbandona, il PD perderà una parte del peso politico (e negli affari) che da tempo esercita atteggiandosi a “opposizione amica” piuttosto che a possibile alternativa. Il PD veneto più “renziano”, invece, somiglierà ancor di più a quel “centro” che governa da oltre vent’anni il Veneto. Tra l’altro senza che i giovani leader “rottamatori” siano riusciti a imporsi. La crisi del PD veneto non dipende dalla presunta incapacità della classe dirigente contro cui è facile prendersela, soprattutto se non se ne fa parte. Il problema è che manca una base elettorale ampia e allargabile che si riconosca nel programma di un partito che non riesce a essere diverso da chi già governa. Il motivo risiede nella storia e nella geografia politica e sociale di una regione in cui lo scontro sociale non è mai stato aspro per la mancanza di popolosi centri urbani, di grandi imprese e per il ruolo mediatore della Chiesa. Tuttavia, se il PD perderà la sua sinistra, si apre la possibilità di lavorare per formare una giunta in coalizione con le forze centriste e abbandonare una Lega che è sempre meno “Nord” e sempre più nazionalista e romana. Con uno slogan (non elettorale per carità!) si potrebbe dire che il PD passerà da “opposizione amica”, qual è oggi, a “maggioranza critica” di domani. Ma potrebbe persino acquisire un ruolo di vera leadership qualora prenda l’iniziativa politica di farsi esso stesso promotore dell’inclusione del centro destra. Così come sta succedendo a Padova e in altri Comuni, sia pure tra mille contraddizioni. Continue reading »

feb 19, 2017
Corrado Poli

POLITICA A PADOVA

… in attesa del convitato di pietra …

Quando Sergio Giordani ha presentato la sua candidatura sostenuta dal PD mi ha colpito con una frase: “un padovano su quattro ha più di 65 anni”! Ma in sala oltre i 65 anni erano tre su quattro. Questa è la base elettorale del PD, soprattutto a Padova. I pochi giovani attivisti – comunque già attorno ai quaranta – non si sono guadagnati i posti sfidando i leader, ma con la mera obbedienza alle diverse cordate guidate dagli anziani. Una buona metà degli altri presenti erano coetanei ex AN, ex PdL e centristi vari. Continue reading »

feb 18, 2017
Corrado Poli

CARNEVALE

Una festa antica di ogni popolo. Oggi un’occasione di cultura

Per spiegare il Carnevale, partiamo da lontano. L’idea che nella vita ci dobbiamo “realizzare” dal punto di vista psichico, affettivo, morale, professionale eccetera è molto recente. Nella società contadina pre-moderna un obiettivo già abbastanza ambizioso era il mero sopravvivere. L’esistenza quotidiana consisteva nel superare carestie, freddo, alluvioni e terremoti (senza Protezione Civile), malattie e pestilenze. Per non parlare di occasionali guerre, prepotenze e incursioni di predoni. Per questo le comunità richiedevano comportamenti rigorosi a cui tutti erano tenuti. Le regole coincidevano spesso con precetti religiosi per dare loro maggior vigore. Queste dure leggi andavano dall’astinenza al digiuno, dalla partecipazione obbligatoria ai riti religiosi (rogazioni, novene), a una regolazione intransigente della vita sessuale e a un’obbedienza inflessibile a ruoli famigliari senza scampo. In certi periodi le regole diventavano anche più dure. Soprattutto in Quaresima, il cui digiuno arrivava a proposito proprio quando ormai le provviste per l’inverno scarseggiavano e i primi raccolti erano ancora lontani. Ma i saggi antichi conoscevano bene l’essere umano. Sapevano che al popolo occorreva dare l’opportunità di tanto in tanto di godersi la vita al di fuori di penose regole. Altrimenti avrebbero trasgredito in modo casuale e quotidiano. L’aspettativa del giorno della trasgressione (il Carnevale) induceva a trattenersi e rispettare le regole senza mettere a repentaglio la credibilità delle istituzioni. E allora si stabiliva una trasgressione … prevista dalle regole. Continue reading »

gen 30, 2017
Corrado Poli

AMMINISTRATIVE VENETO 2017

Programmi e coalizioni

Lao Tze sosteneva che ogni grande viaggio comincia con un breve passo. Seneca gli obiettava che nessun vento è favorevole al navigante che non sa dove andare. A queste metafore dovrebbero ispirarsi i programmi elettorali per le prossime amministrative che a primavera riguarderanno importanti Comuni veneti. L’autonomia decisionale dei Comuni è sempre più limitata. La finanza e le decisioni locali dipendono sempre più dallo Stato. Si riduce di conseguenza la possibilità di fare crescere classi dirigenti innovative sulla base di progetti, iniziative e modelli amministrativi originali elaborati localmente ma ispirati dalla cultura globale.

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gen 27, 2017
Corrado Poli

GIORNATE DELLA MEMORIA

Una riflessione critica

Chi deve ricordare? E chi, invece, dimenticare? E cosa?

Le giornate della memoria possono essere pericolose se non se ne coglie il senso più vero, profondo e attuale. Vanno spiegate con spirito critico e le celebrazioni impostate con cautela e sensibilità. Anzitutto, la memoria del male è un dovere per chi l’ha individualmente o collettivamente perpetrato. È normale e giusto che gli italiani ricordino i compatrioti uccisi nelle foibe; più difficile e nobile sarebbe istituire una giornata della memoria per le ben più numerose vittime slave del fascismo! Se sono le vittime a ricordare “agli altri” le ingiustizie subite, nel migliore dei casi si corre il rischio di trasformare la memoria in vittimismo strumentale, in una gara a chi è più vittima. Nel peggiore dei casi la memoria è occasione di risentimento e rancore se non persino vendetta. Nelson Mandela uscendo dopo trent’anni dalla prigione disse: “Se avessi portato fuori con me l’odio e il risentimento, non sarei mai uscito da quella prigione”. Se la memoria si confonde anche solo un poco con il risentimento sovverte il senso delle celebrazioni. Se c’è questo pericolo, un temporaneo oblio del passato giova più di un rancoroso ricordo.

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