feb 18, 2017
Corrado Poli

CARNEVALE

Una festa antica di ogni popolo. Oggi un’occasione di cultura

Per spiegare il Carnevale, partiamo da lontano. L’idea che nella vita ci dobbiamo “realizzare” dal punto di vista psichico, affettivo, morale, professionale eccetera è molto recente. Nella società contadina pre-moderna un obiettivo già abbastanza ambizioso era il mero sopravvivere. L’esistenza quotidiana consisteva nel superare carestie, freddo, alluvioni e terremoti (senza Protezione Civile), malattie e pestilenze. Per non parlare di occasionali guerre, prepotenze e incursioni di predoni. Per questo le comunità richiedevano comportamenti rigorosi a cui tutti erano tenuti. Le regole coincidevano spesso con precetti religiosi per dare loro maggior vigore. Queste dure leggi andavano dall’astinenza al digiuno, dalla partecipazione obbligatoria ai riti religiosi (rogazioni, novene), a una regolazione intransigente della vita sessuale e a un’obbedienza inflessibile a ruoli famigliari senza scampo. In certi periodi le regole diventavano anche più dure. Soprattutto in Quaresima, il cui digiuno arrivava a proposito proprio quando ormai le provviste per l’inverno scarseggiavano e i primi raccolti erano ancora lontani. Ma i saggi antichi conoscevano bene l’essere umano. Sapevano che al popolo occorreva dare l’opportunità di tanto in tanto di godersi la vita al di fuori di penose regole. Altrimenti avrebbero trasgredito in modo casuale e quotidiano. L’aspettativa del giorno della trasgressione (il Carnevale) induceva a trattenersi e rispettare le regole senza mettere a repentaglio la credibilità delle istituzioni. E allora si stabiliva una trasgressione … prevista dalle regole. Continue reading »

gen 30, 2017
Corrado Poli

AMMINISTRATIVE VENETO 2017

Programmi e coalizioni

Lao Tze sosteneva che ogni grande viaggio comincia con un breve passo. Seneca gli obiettava che nessun vento è favorevole al navigante che non sa dove andare. A queste metafore dovrebbero ispirarsi i programmi elettorali per le prossime amministrative che a primavera riguarderanno importanti Comuni veneti. L’autonomia decisionale dei Comuni è sempre più limitata. La finanza e le decisioni locali dipendono sempre più dallo Stato. Si riduce di conseguenza la possibilità di fare crescere classi dirigenti innovative sulla base di progetti, iniziative e modelli amministrativi originali elaborati localmente ma ispirati dalla cultura globale.

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gen 27, 2017
Corrado Poli

GIORNATE DELLA MEMORIA

Una riflessione critica

Chi deve ricordare? E chi, invece, dimenticare? E cosa?

Le giornate della memoria possono essere pericolose se non se ne coglie il senso più vero, profondo e attuale. Vanno spiegate con spirito critico e le celebrazioni impostate con cautela e sensibilità. Anzitutto, la memoria del male è un dovere per chi l’ha individualmente o collettivamente perpetrato. È normale e giusto che gli italiani ricordino i compatrioti uccisi nelle foibe; più difficile e nobile sarebbe istituire una giornata della memoria per le ben più numerose vittime slave del fascismo! Se sono le vittime a ricordare “agli altri” le ingiustizie subite, nel migliore dei casi si corre il rischio di trasformare la memoria in vittimismo strumentale, in una gara a chi è più vittima. Nel peggiore dei casi la memoria è occasione di risentimento e rancore se non persino vendetta. Nelson Mandela uscendo dopo trent’anni dalla prigione disse: “Se avessi portato fuori con me l’odio e il risentimento, non sarei mai uscito da quella prigione”. Se la memoria si confonde anche solo un poco con il risentimento sovverte il senso delle celebrazioni. Se c’è questo pericolo, un temporaneo oblio del passato giova più di un rancoroso ricordo.

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gen 20, 2017
Corrado Poli

RIFUGIATI E IMMIGRATI

Editoriale de Il Sestante, 20 gennaio 2017

PEPPONE E DON CAMILLO TRA CENTRO E PERIFERIA: Emotività e violenza sono la conseguenza della mancanza di relazioni umane e politiche locali.

Reiterate proteste di cittadini accompagnano la presenza di immigrati. Sovente s’alzano anche quelle dei rifugiati che richiedono un trattamento più umano e attento. L’attenzione si concentra a turno sul difetto di solidarietà, sulla presunta disorganizzazione o sullo sfruttamento degli aiuti.

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gen 1, 2017
Corrado Poli

SMOG IN CITTÀ

mio editoriale da Il Sestante 30 dicembre 2016

Nuove soluzioni da urbanistica e organizzazione

Da molto tempo sappiamo che le occasionali chiusure del traffico nei centri storici sono solo un palliativo contro le polveri sottili cancerogene. È persino grottesco pensare a un’emergenza visto che ogni anno si ripete la stessa situazione senza che nulla di serio sia stato né fatto né pensato. Si deve prima di tutto prendere atto che il problema lo si può solo attenuare e in modo molto graduale. Sarebbe necessario prevedere e progettare un intervento almeno decennale che riguardi sia la gestione del traffico – principale imputato, ma non unico colpevole – sia interventi sulle altre emissioni, sull’urbanistica e sull’organizzazione del lavoro e dei tempi. La priorità posta sulla tutela della salute, consentirebbe di affrontare in modo virtuoso e in una prospettiva innovativa anche l’eterna questione della viabilità e una diversa gestione del territorio. Persino l’economia ne avrebbe un vantaggio. Teniamo conto infatti che problemi affrontati in modo innovativo stimolano risposte tecnologiche di avanguardia.

Un modo efficace per affrontare l’inquinamento da traffico sta nel collegarlo alla sicurezza e alla qualità della vita così come fanno oggi nel mondo (ma si era già cominciato molti anni fa) gli amministratori più sensibili alla salute dei cittadini.  

Nel Veneto, meno che in altre regioni, la promozione del trasporto pubblico tradizionale è lungi dall’essere la soluzione: certo può aiutare, ma l’urbanistica degli insediamenti residenziali diffusi congiunta alla recente concentrazione degli attrattori di traffico rende il trasporto pubblico meno competitivo che nelle grandi città con densità elevate. Occorrono soluzioni adatte al territorio senza importare passivamente quelle inventate per geografie diverse. Allo stesso tempo la bassa densità insediativa e l’assenza di metropoli faciliterebbe una sostanziale fluidificazione della mobilità dei mezzi privati con notevoli risparmi di carburante e di conseguenza minore inquinamento. Questi interventi vanno integrati da un più diffuso e aggiornato car-pooling e dall’incentivazione di auto ibride ed elettriche, nonché da un trasporto pubblico alternativo.

Per rendere il traffico scorrevole e meno inquinante oggi si sta facendo strada l’idea di sostituire il vecchio “limite di velocità” con la “velocità fissata”. A seconda della capacità delle strade di assorbire traffico – calcolata e comunicata in tempo reale – si impone ai conducenti di procedere tutti alla stessa velocità, senza pericolosi sorpassi e riducendo al minimo fermate e ripartenze che producono il maggiore consumo e inquinamento. Con le moderne tecnologie e con un’adeguata comunicazione, questo si ottiene agevolmente sulle autostrade, ma è considerato dai tecnici applicabile anche alla viabilità ordinaria. Per esempio nell’area metropolitana di Grenoble – di dimensioni simili alle città venete – da giugno prossimo il limite di velocità sarà ovunque di 30Km/h, salvo poche eccezioni. I sensori e i cruise control di cui sono dotate molte auto, consentirebbero una sicurezza e un confort di viaggio superiori, accanto alla riduzione di consumi e inquinamento.

I limiti di velocità si sono dimostrati efficaci nel ridurre consumi, inquinamento e incidenti su base duratura e non hanno ridotto la velocità media. L’introduzione della “velocità fissata” non è certo la soluzione unica e definitiva, come d’altronde non lo è nessuna. Ma si presta a riconsiderare il problema dell’inquinamento in un sistema complesso di interventi collegati.

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