ott 15, 2017
Corrado Poli

UN TRAM TROPPO DESIDERATO

E se oggi l’auto fosse più ecologica del trasporto pubblico?

Oggi, a Giulio De Carli viene dato ampio spazio da un giornale locale di Padova per promuovere la realizzazione di nuove linee di tram che viene visto come la soluzione dei problemi di traffico (peraltro modesti rispetto ad altre situazioni) della città. De Carli è un grande esperto di infrastrutture di trasporto pubblico avendo progettato la metropolitana di Riyadh e la linea rossa nord di Doha. Che comunque sono contesti molto diversi da Padova. Ha dedicato la sua vita a realizzare infrastrutture di trasporto pubblico, a pianificarle e soprattutto a proporle ai governi e alle amministrazioni. Non si è occupato di altro, ma conosce bene il suo mestiere. Ha idee ben chiare e al giornale dichiara convinto: “È così elevato il ritardo del nostro Paese sul trasporto pubblico che bisogna investire lì tutte le risorse possibili. C’è una quota ancora molto elevata di traffico privato che è in strada solo perché non c’è un’offerta alternativa soddisfacente”. Si può pensare realisticamente che qualcuno nella sua posizione e con la sua formazione avrebbe mai dichiarato qualcosa di diverso? “Se un uomo dispone soltanto di un martello, tratta tutti i problemi come se fossero chiodi”! Se poi ha dedicato la sua vita solo a questo e grazie al successo e la bravura acquisisce denaro, potere e prestigio, non si vede per quale motivo debba sforzarsi di pensare diversamente. Cioè di pensare tout-court. Ma noi possiamo pensare che questa sua affermazione, pomposamente riportata dal giornale, sia assolutamente discutibile. Prima di tutto perché nasce lo stesso sospetto sull’indipendenza delle affermazioni che avremmo quando un macellaio sostiene che la carne fa bene. La conoscenza tende sempre all’opportunismo e chi fa ricerca deve saperlo e ha il dovere morale di liberarsi per quanto può dai pregiudizi. Quale lettore si aspetterebbe che De Carli – che non è nemmeno un accademico, ma un progesttista di opere specifiche – potesse sostenere che alla città non serve il trasporto pubblico? E che non dichiarasse che “in Italia siamo in ritardo nella realizzazione (guarda caso) delle infrastrutture” che lui propone? Vero che San Paolo si convertì sulla via di Damasco: perché ciò avvenga anche per De Carli, servirebbe un fatto ancor più portentoso. Eppure, il giornale riporta che l’intervistato sostiene giustamente che oggi “il politico deve fare il tecnico, ogni tanto i tecnici fanno i politici. Serve poi più collaborazione dei mondi accademico e professionale. C’è confusione di ruoli”. Peccato che a questa confusione di ruoli De Carli contribuisca abbondantemente lui stesso con affermazioni politiche ed esprimendo quasi con infantile innocenza, le sue preferenze per la realizzazione di quello che ha in catalogo e ha sempre fatto. Prima afferma che a decidere devono essere i politici e poi afferma che le proteste dei cittadini sono ingiustificate poiché “si poggiano su un’inesistenza di motivazioni e sulla mancanza di informazioni. C’è una responsabilità anche di noi tecnici. La nostra assenza dal confronto pubblico, mettendo in campo valutazioni di diverse opzioni e argomenti per lo sviluppo del territorio, si fa sentire”. Ma caro De Carli (e giornalista che fai questa intervista senza sollevare domande critiche), quali possono essere le alternative se hai appena dichiarato la tua soluzione al problema del traffico? Ma la perla arriva qualche riga dopo, quando si riporta che “Non conosco il sistema nel dettaglio”! … però sa già che “Bisogna spingere per un “upgrade” di tutto il trasporto pubblico”. Contro la fede non c’è ragione che tenga! Soprattutto se questa fede ti dà anche da vivere.

Premetto che politicamente penso che potrebbe essere utile fare una nuova linea di tram a Padova. In effetti c’è una parte della popolazione che la desidera, ha una certa utilità e soprattutto è abbastanza agevole reperire i fondi che, essendo parte delle nostre imposte inviate a Roma, è bene che ritornino. Se però si pensa ideologicamente – come fanno alcuni ambientalisti del secolo scorso – che il trasporto pubblico sia una soluzione ai problemi di traffico e di mobilità di oggi e domani, siamo sulla strada sbagliata. Il trasporto pubblico ha un alto impatto ambientale; per questo molti cittadini non ideologizzati protestano. Si tratta di una vecchia soluzione che nelle città medie non ha mai tolto auto dalle strade. Piuttosto ha favorito la dispersione urbana. Oggi per affrontare i problemi di congestione e di mobilità si può pensare di intervenire prima di tutto con una riduzione della domanda di mobilità per mezzo delle telecomunicazioni, della rigenerazione urbana, della riorganizzazione del lavoro e molto altro. Quanto all’inquinamento e agli impatti ambientali, l’introduzione di mezzi non inquinanti, a guida autonoma e disponibili a richiesta è senz’altro più efficace di montagne di acciaio che viaggiano semivuote per la maggior parte del tempo, su strutture materiali fisse e su strutture organizzative mastodontiche e rigide per questioni sindacali, di formazione degli autisti, di economie di scala che prevedono grandi concentrazioni finanziarie. Questo futuro non è dietro l’angolo – e per questo non mi sento di fare una battaglia contro il tram e il trasporto pubblico a priori – ma sarebbe giunto il momento di dedicarci a pensare in modo creativo e innovativo anche la mobilità senza demonizzare l’auto privata o condivisa che oggi, se usata con criterio rimane uno strumento utile, piacevole e a basso impatto ambientale.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *