Sanità statale o regionale?

L’inefficienza dello Stato

Tutti i cittadini devono avere pari accesso alle stesse cure: meglio quindi adeguarci tutti agli standard calabresi, piuttosto che avere maggiore efficienza in alcune regioni piuttosto che in altre. E se in Lombardia hanno fatto casino con le prenotazioni, la soluzione geniale è centralizzarle! Così che se – per caso – succedesse lo stesso inconveniente a livello statale, ne saremmo penalizzati tutti, ma in modo uguale… che soddisfazione. E perché non pensare che, se la Regione Lombardia fosse stata più piccola, avrebbe gestito in modo più efficace il sistema? O perlomeno, una parte sarebbe stata risparmiata dalle inefficienze? Ma ormai è un mantra a cui pochi si oppongono. Ovunque riecheggia il luogo comune: “Basta con la sanità spezzatino delle Regioni. Restituiamo le deleghe allo Stato”! La soluzione centralista appare ragionevole agli sprovveduti accecati dal panico causato dal Covid e sembra opportuna a chi ne approfitta per trarne beneficio!Rendiamoci conto che: (a) la sanità richiede un rapporto diretto con il territorio e la presenza di diversi modelli consente di adattarsi alle situazioni specifiche locali (b) diversi modelli organizzativi consentono di individuare e sperimentare quelli migliori (c) se si accentra tutta l’organizzazione sanitaria allo Stato, in caso di errori ne sarebbero penalizzati tutti i cittadini e probabilmente ci si adeguerebbe agli standard delle Regioni meno efficienti (d) nessuno ha mai sentito parlare dei “rendimenti decrescenti di scala” nelle organizzazioni? Chi critica la Lombardia, non ha mai pensato che sia una Regione troppo grande per gestire in modo efficiente la sanità?(e) il decentramento delle politiche sanitarie non esclude il coordinamento di alcune attività con lo Stato, con l’Europa e con OMS che è già operante e i cui problemi non si risolvono con ulteriori accentramenti, ma con più coordinamento, più decentramento e maggiore responsabilità diretta.

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