La diplomazia del sofà

e il genere che non c’entra

Perché non pensare che saranno le donne e gli omosessuali turchi (la Turchia è un Paese laico molto occidentalizzato per molti versi) a “liberarsi” per conto proprio anziché pensare che l’Occidente abbia il diritto di mettere il naso negli affari di altri? Sulla base del principio della nostra superiorità morale? Non si pensa che da parte dell’Europa, degli USA e della NATO ci sia molta più convenienza a liberarsi di Erdogan, più che a liberare le donne turche? A me può anche andare bene l’eliminazione di Erdogan (gli USA hanno già tentato un colpo di Stato due anni fa): in fondo tutti noi beneficiamo della ricchezza e della potenza occidentale e uno sgarbo diplomatico non ci fa un baffo rispetto alla nostra potenza e ingordigia e alla secolare umiliazione che molti Paesi ancora subiscono. Vedi la condizione degli immigrati turchi e le questioni relative allo jus soli in Germania e Italia. Non ne farei proprio una questione morale, di principio e il genere semmai è un pretesto, la rivendicazione di un diritto a essere diversi. Qui si tratta solo gestione del potere e la decadenza morale dell’Occidente si affianca alla disponibilità di alternative: la Cina su tutti, ma anche la Russia e il mondo arabo. Non sono addentro alle cose turche né alla politica internazionale e mi appello semmai agli specialisti. Per ora mi sembra che Erdogan sia un capo di governo autoritario che sta cercando di instaurare un regime (ci è quasi riuscito), ma incontra l’opposizione nelle urne, nell’esercito e in altre componenti sociali. Noi, come s’è sempre fatto nella storia, sosteniamo in tutti i modi l’opposizione, ma non perché siano migliori, più democratici, più gay o più femminili: solo perché ci conviene! Il consenso di Erdogan è costruito sull’opposizione all’Occidente e al richiamo alle tradizioni che Ataturk aveva tentato di rimuovere completamente, con il sostegno delle potenze vincitrici della Prima Guerra Mondiale. Un consenso mantenuto anche attraverso numerosi crimini su cui l’Occidente ha sempre taciuto. Ce ne sono molti altri di capi di Stato autoritari e criticabili nelle politiche di genere in giro, persino in Europa, ma vengono definiti diversamente e le loro malefatte passate sotto silenzio. Mi domando perché si attacca adesso su questo tema Erdogan e non si dica una parola sulla Saudi Arabia, ma anche sull’Ungheria, la Polonia e altri che hanno emanato leggi contro l’omosessualità e comunque lontane dal nostro modo di pensare liberale nel quali mi riconosco. Non dimentichiamo che la parte laica contraria a Erdogan e sostenutadall’Occidente ha espresso sanguinarie dittature militari (i militari turchi, grazie alla NATO, sono ancora molto potenti). Che poi a noi convengano i dittatori militari filo occidentali – che dire di Al-Sisi? – piuttosto che i nazionalisti turchi neo-ottomani è possibile: ma non facciamone una lotta tra angeli (noi) e demoni (loro)! Proprio perché sono figlio della cultura liberale e illuminista, mi rifiuto di giustificare con falsità la prepotenza, il doppiopesismo e l’imperialismo senile dei nostri governi e di quello americano in

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