La “claque”: a teatro e in politica

Agli spettacoli assistono tre tipi di persone: la claque, i critici e gli spettatori. 

LA CLAQUE. Il peggiore è la “claque”, composta da persone pagate che applaudono o fischiano a seconda di chi le paga. Ricevono spiccioli, perché i veri soldi e la fama li fanno impresari e artisti. Chi accetta di fare parte della claque è povero (di denaro e di spirito), stupido e passivo—spesso le tre cose insieme. Tra loro i più babbei sono quelli che non riescono nemmeno a farsi pagare e obbediscono solo per incapacità di giudizio, pigrizia mentale e codardia. La claque è inutile e dannosa, così come lo sono tutte le persone ignoranti e corrotte. Ma alcuni membri si superano e, con il loro fanatismo, sono così sprovveduti da danneggiare persino chi li ingaggia. 

I CRITICI. Il secondo gruppo, più ristretto, è costituito dai critici, cioè coloro che giudicano lo spettacolo in modo distaccato e hanno il compito di rilevarne i pregi e i difetti. Sovente risultano antipatici perché sistematicamente cercano il difetto e si collocano in una posizione giudicante di superiorità. Essi sottopongono a scrutinio lo spettacolo e ne colgono i significati più profondi che, giusti o sbagliati che siano, stimolano una riflessione. Dalle loro osservazioni, gli artisti intelligenti traggono spunto per migliorarsi. Gli artisti più stupidi cercano di contrastare i critici servendosi della claque. 

I critici sono utili—purché liberi, intelligenti e preparati—non importa quanto indisponenti e antipatici possano risultare. Alcuni, talora, dimostrano un eccessivo cinismo e le loro frustrazioni personali (chi non ne ha?) si traducono in supponenza. Ma svolgono una funzione tanto utile quanto è inutile quella della claque. Purché non agiscano da claque travestita da critici, cosa che talora succede. 

IL PUBBLICO. Infine, c’è il pubblico che si lascia trascinare dalle emozioni. È il destinatario finale dello spettacolo e la sua reazione conta più di ogni altra cosa. Qualche volta il pubblico si fa influenzare da claque rumorose, stupide e corrotte; altre volte è condizionato da critiche inutilmente severe e livorose; alla lunga, però, giudica in autonomia. Se lo spettacolo è di qualità, cittadini colti e civili assisteranno con piacere e partecipazione alle successive rappresentazioni in numero crescente. Se sarà mediocre, la platea si svuoterà… proprio come alle elezioni, a cui ormai partecipano solo claque pagate e corrotte, mentre sempre più cittadini restano a casa. Così che, alla fine, anche artisti, impresari e critici seri cambiano mestiere.

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